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After Miss Julie

Mobirise

Produzione: teatro Franco Parenti;
Regia: Giampiero Solari;
Assistente regista: Vittorio Borsari;
Interpreti: Gabriella Pession, Lino Guanciale, Roberta Lidia De Stefano;
Traduzione: Marco Maria Casazza;
Scene: Giorgio Morandi, Elisa Rolando, Marta Solari, studenti di Naba (nuova accademia Belle Arti) coordinate da Angelo Linzalata;
Costumi: Nicoletta Ceccolini;
Luci: Camilla Piccioni. 
di Patrick Marber

Il luogo dove accade la vicenda è la cucina della villa di una famiglia dell’alta società inglese, dove Miss Julie, figlia dei proprietari, gioca a trasgredire socialmente e sessualmente. La vediamo che irrompe continuamente nella cucina provocando colpi di scena e finte casualità per sedurre John, autista e maggiordomo di famiglia, facendolo in maniera spudorata di fronte a Christine, cuoca e promessa sposa di quest’ultimo. La serata diventa una “macabra celebrazione”, oppure una “rimozione ironica” del successo del partito Laburista. Tra i valori espressi dallo stesso partito, ci sono l’emancipazione femminile e la liberazione sessuale. È la stessa Miss Julie che vuole fuggire dalla sua vita di agio ed ipocrisie. In realtà, lei è la vittima dell’eredità della sua anacronistica posizione, una outsider della nuova società inglese appena proclamata con la vittoria dei Laburisti. Nello spettacolo, il punto di vista dello spettatore cambierà come in un piano sequenza, con un movimento lento e continuo, attraverso la rotazione dello spazio cucina. Questa spirale di distruzione è il luogo reale ricostruito psicologicamente da Julie e John, dove per paradosso la cuoca Christine rappresenta il desiderio di non mutare l’ordine sociale prestabilito. Marber costruisce un finale crudo e violento dove il sangue e il rosso diventano realtà e simbolo tragico del dramma.

Durata dello spettacolo: 110 minuti senza intervallo