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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Mobirise

Coproduzione: Teatro dell’Elfo e Teatro Stabile di Torino con il contributo di Next;
regia: Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
interpreti: Daniele Fedeli, Davide Lorino, Elena Russo Arman, Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin (e un’attrice in via di definizione);
scene: Andrea Taddei;
costumi: Ferdinando Bruni;
musiche originali: Teho Teardo;
video: Francesco Frongia;
disegni: Ferdinando Bruni;
movimenti scenici: Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini;
luci: Nando Frigerio;
suono: Giuseppe Marzoli;
maschere: Saverio Assumma. 

di Simon Stephens

dal romanzo di Mark Haddon, traduzione di Emanuele Aldrovandi

Mark Haddon con il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico (un adolescente Asperger, per la precisione) alle prese con la più grande sfida della sua vita. Merito di “una scrittura seria eppure divertente - come ha sottolineato Ian McEwan - che possiede il raro dono dell'empatia”.  

E la forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma è si propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo testo ha ottenuto a Londra un eccezionale successo di pubblico e ha vinto nel 2013 sette Laurence Olivier Awards (tra cui migliore opera teatrale) per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards.

Un successo che Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani hanno saputo rinnovare sulle scene italiane con scelte registiche lontane da quelle iper-tecnologiche dell’edizione inglese, ma capaci di esaltare la qualità della scrittura, il suo ritmo, la polifonia dei personaggi e il lavoro attorale.

I registi dell’Elfo hanno costruito uno spettacolo – debuttato nel dicembre 2018 – nel quale dialogano, con grande armonia, i più diversi linguaggi teatrali. Le scene di Andrea Taddei, come grandi pagine di un quaderno, si animano dei video di Francesco Frongia e dei disegni Ferdinando Bruni; i movimenti scenici di Riccardo Olivier e Chiara Ameglio orchestrano la moltitudine di buffi e inquietanti personaggi che popolano il mondo del protagonista, mentre le musiche originali di Teho Teardo sembrano amplificare la sua emotività.

Al centro di tutto una compagnia intergenerazionale di dieci attori: nel ruolo di Christopher Daniele Fedeli, talentuoso attore di 24 anni protagonista di un grande exploit, Davide Lorino nel ruolo del padre ed Elena Russo Arman in quello della maestra che lo convince a raccontare la sua storia; a spartirsi gli altri ruoli Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin.

La commedia segue fedelmente la trama dell’originale: il quindicenne Christopher decide di indagare sulla morte di Wellington, il cane della vicina. Capisce subito di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, sapeva risolvere, perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. E il suo punto di vista è davvero speciale. Perché Christopher ha un disturbo dello spettro autistico che rende complicato il suo rapporto con il mondo. Odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso degli altri... Scrivendo il suo libro, Christopher inizia a far luce su un mistero ben più importante di quello del cane barbone. Come è morta sua madre? Perché suo padre non vuole che lui faccia troppe domande ai vicini? Più racconto che fiaba, amarissimo e crudele, con rari sprazzi di timida felicità. È la storia di un viaggio che ci diverte, certo, ma che ci fa pensare, dove il protagonista è un ragazzo infelice che insegue la vita. Un ragazzo pieno di tenerezze, di curiosità, di inconfessabili solitudini.

Durata dello spettacolo: