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venerdì 25 e sabato 26 gennaio 2019

LA CENA DELLE BELVE

Mobirise

LACENEDELLEBELVE
di Vahè Katcha
Produzione: Centro d’arte contemporanea teatro Carcano e Ginevra media production;
elaborazione drammaturgica: Julien Sibre;
versione italiana: Vincenzo Cerami;
regia: Julien Sibre e Virginia Acqua;
interpreti: Marianella Bargilli, Gianluca Ramazzotti, Emanuele Salce, Francesco Bonomo, Silvia Siravo, Maurizio Donadoni, Ralph Palka, Giancarlo Ratti;
scene: Carlo De Marino;
costumi: Francesca Brunori;
disegno luci: Giuseppe Filipponio;
direzione tecnica: Stefano Orsini;
disegni animati e proiezioni: Cyril Drouin
Il pluripremiato spettacolo teatrale francese “Le Repas des fauves” (La cene delle belve), tra i maggiori successi delle ultime tre stagioni parigine e coronato ai Molières 2011 come migliore spettacolo privato, migliore adattamento e messa in scena arriva anche in Italia con cast e regia straordinari. La vicenda presenta la storia di sette amici che, nell’Italia del 1943 durante l’occupazione tedesca, si trovano per festeggiare il compleanno del loro ospite.
Una serata diversa, per staccare un attimo dalle tragedie e paure della guerra e dalle privazioni che questa porta con se. Quella stessa sera però vengono uccisi due ufficiali tedeschi ai piedi della loro palazzina e per rappresaglia la Gestapo decide di prendere due ostaggi per ogni appartamento. Il comandante tedesco dell’operazione riconosce però nel proprietario dell’appartamento dove si trovano i sette amici, il libraio dal quale spesso compra delle opere, e per mantenere un
singolare rapporto di cortesia avverte che passerà a prendere gli ostaggi al momento del dessert, lasciando loro la scelta dei due ostaggi. “La cena della belve” comincia con tutto quello che può far presagire un quadro del genere. Ognuno cercherà di salvare la propria pelle e davanti alla paura della morte l’amicizia cade tirando fuori il peggio di ogni persona. Il testo di grande qualità alterna momenti di alta tensione a momenti di risate e divertimento, lo humor nero è così ben miscelato da impreziosire l’opera, tanto l’assurdità crudele di una tale scelta possa spesso prestarsi al sorriso. Uno spettacolo che prende per mano lo spettatore e lo coinvolge emotivamente fino all’inaspettato finale, costretto ad identificarsi in ciascuno dei sette personaggi: Il libraio e sua moglie che organizzano la cena, il medico che non nasconde il suo interesse per l’occupante tedesco; un reduce di guerra con sguardo gioioso sulla vita, una giovane vedova tentata dalla Resistenza; un omosessuale cinico e un affarista collaborazionista; fino a domandarsi: cosa farei al loro posto? Il genio di Katchà dipinge senza compiacimento la natura umana, con un realismo crudo in cui l’ironia non è mai assente. Di fronte all’orrore affrontato con derisione, lo spettatore ride molto di questi piccoli personaggi disegnati con profonda sapienza tridimensionale. Grazie alla versione italiana curata da Vincenzo Cerami poco prima della sua scomparsa, “La cena delle belve” è arrivata in Italia con un cast “stellare” che dipinge con crudeltà e ironia il meglio e il peggio dell’animo umano sullo sfondo della Grande Storia del 1943.

Durata dello spettacolo: centodieci minuti più quindici minuti di intervallo