Il medico dei pazzi54° Stagione di prosa
Orari

martedì 08 dicembre 2026, ore 21:00

Prezzi

VIP: 45,00 €
Poltronissima: 40,00 €
Platea: 35,00 €
Galleria: 30,00 €

spettacolo in abbonamento | biglietti singoli dal 28/09

Dettagli

di Eduardo Scarpetta

Commedia dialettale, 1h40

Regia
Leo Muscato
Cast
Gianfelice Impartato, Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio Fiorillo, Giorgio Pinto, Arianna Primavera, Giuseppe Rispoli, Ingrid Sansone, Michele Schiano Di Cola

Il medico dei pazzi (1908) è una delle più celebri farse di Eduardo Scarpetta, un congegno comico perfetto fondato sull’equivoco. Don Felice Sciosciammocca e sua moglie Concetta, ricchi e ingenui proprietari terrieri, arrivano a Napoli per visitare il nipote Ciccillo, convinti che abbia aperto una clinica psichiatrica. In realtà il ragazzo, sommerso dai debiti di gioco e dalle bugie, vive in una modesta pensione che spaccia per casa di cura. Da qui prende forma un vortice di malintesi e d’incontri con personaggi bizzarri che gli fanno vacillare il confine fra ragione e follia. In questa messa in scena la vicenda è spostata agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo la Legge Basaglia, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quegli anni, a Napoli come nel resto d’Italia, la riforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure, diffidenze e smarrimento. Non si tratta di un pretesto d’epoca, ma di un contesto reale in cui la farsa di Scarpetta trova nuove risonanze e si trasforma in una commedia amara, dove la comicità assume un carattere più umano. La fragilità in cui è immerso ogni personaggio lo rende più vulnerabile, e il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile – e, forse proprio per questo, ancora più comico. Nella Pensione Stella abitano figure eccentriche ma autentiche: un musicista di strada, un “Maggiore” appena e ingiustamente congedato, un “attore” ingenuo e privo di talento che studia ossessivamente la parte di Otello, una madre invadente in cerca di un fidanzato per la figlia esageratamente timida, uno scrittore inconcludente e un direttore zelante che tenta invano di tenere tutto insieme. Tra loro si muove Don Felice, sempre più spaesato e terrorizzato, fino a riconoscere in sé l’unico vero folle: l’ultimo a credere che l’onestà basti per un lieto fine.

Foto di Anna Abate